Halo 4

IL RITORNO DEL RE!

 

Sono passati ormai quasi due anni da quando Bungie ha lasciato in mano a 343 Industries la saga che è il suo fiore all’occhiello: Halo. Finalmente dopo cinque anni dall’uscita di Halo 3 potremo di nuovo rivestire i panni dell’eroico, leggendario spartan Master Chief, disperso nello spazio da ormai più di quattro anni dopo la sua ultima impresa sull’Arca. Siamo tutti pronti per riprendere in mano i nostri fucili da battaglia resta solo una domanda: sarà riuscita 343 a mantenere gli alti standard prodotti da Bungie?

NUOVA ARMATURA, NUOVO PIANETA, NUOVI NEMICI!

La prima cosa che si nota appena avviata è il reparto tecnico di questo titolo che, già dai primi minuti di gioco, si rivela essere davvero notevole sotto quasi tutti i punti di vista (infatti solo le esplosioni lasciano un po’ il tempo che trovano, anche se capisco questa scelta per evitare eventuali cali di frame-rate). Proprio dal punto di vista della fluidità non si può aver niente da dire: Halo 4 gira liscio come l’olio a 30fps costanti senza nessun calo anche nelle situazioni più concitate; ma ora spostiamoci sul punto focale della nostra avventura: il ritorno di uno spartan, il ritorno dello spartan!
Sono ormai passati quattro lunghi anni da quando abbiamo lasciato il nostro Master Chief e Cortana a bordo dell’Aurora Nascente, in questi anni l’UNSC ha potuto riprendersi dall’estenuante guerra combattuta contro i Covenant e scoprire nuove tecnologie con cui verremo a contatto all’interno della nostra avventura. Anche Cortana però non è restata con le mani in mano e, grazie a lei, potremo ammirare il nuovo restyling dell’armatura del Capo.
L’Aurora Nascente, al contrario dell’armatura nuova fiammante, è diventata un cumulo di macerie vagante nello spazio e, siccome le cose vanno già a meraviglia, viene attaccata da una flotta di Covenant separatisti che non accettano la pace con gli umani. A causa di questa “invasione”, Cortana, è costretta a svegliare Master Chief dal suo sonno criogenico e lo informa su tutto quello che sta succedendo, infatti non solo siamo attaccati da un’intera flotta aliena ma siamo pure in orbita attorno a un pianeta dei Precursori: di bene in meglio!
Scherzi a parte il pianeta sopra di citato è un pianeta scudo creato dai Precursori per proteggersi dagli Halo di nome Requiem, il pianeta farà da sfondo alle nostre avventure per la maggior parte della durata della campagna ed è proprio qui che la grafica e la direzione artistica di 343i si dimostra in tutto il suo splendore: mi è capitato molte volte di ritrovarmi letteralmente a bocca aperta davanti agli immensi paesaggi di Requiem costellati da antiche strutture dei Precursori che saranno anche protagoniste di alcune missioni.
Tornando sui personaggi una cosa che si può notare è la loro grande caratterizzazione: ogni personaggio (che sia protagonista o anche solo un personaggio minore) ha un suo perché all’interno della storia che rimane epica, adrenalinica e drammatica come in tutti gli altri titoli della serie. In particolare viene analizzato in modo molto approfondito il rapporto tra Cortana (ormai in stato di deterioramento a causa dei suoi otto anni di servizio) e Master Chief, il quale ora parla molto di più e fa valere le sue idee non risultando più il solito manichino da mandare allo sfacelo in missioni al limite dell’impossibile come poteva sembrare nei capitoli precedenti.
Altro punto a favore della trama che farà di sicuro felici i fan della saga sono i molti riferimenti ai libri, soprattutto alla trilogia di Greg Bear (coloro che comunque non hanno avuto modo di leggerli non dovranno preoccuparsi perché il gioco spiega tutto quello che accade), il ritorno dei terminali ora veri e propri filmati visionabili dal sito di Halo Waypoint e il ritorno dei teschi (non più collezionabili durante le missioni ma sbloccati fin da subito) per aggiungere altro pepe alla sfida.
La soundtrack, anche se non sono i capolavori di Martin O’ Donell e Micheal Salvatori, sono comunque azzeccate e apprezzabilissime e contribuiscono a mantenere quell’aria di mistero e epicità della campagna. Il suono sia delle armi sia dei veicoli è stato completamente ri-registrato per dargli un suono che più si avvicina alla realtà. Bisogna notificare però che molte volte i suoni durante le missioni si sovrappongono ai dialoghi obbligando il giocatore a mettere i sottotitoli. Un ulteriore problema (solo della versione italiana e non per colpa di 343i) è la sincronia del doppiaggio: i dialoghi sono sì doppiati alla perfezione come sempre ma molte volte sono completamente fuori sincronia rendendo davvero sgradevole la visione dei filmati.
Le difficoltà di gioco sono sempre le stesse: facile, normale, eroica e leggendaria, ma non pensate di riposarvi sugli allori perché se a normale sarete delle vere e proprie macchine di morte e distruzione, a leggendario l’unica cosa facile è morire sotto la moltitudine di nemici su schermo.
L’unica pecca della campagna rimane dunque la sua durata che si appresta sulle cinque ore a normale fino alla dozzina a leggendaria e all’I.A. alcune volte altalenante che varia da fasi di puro inferno a fasi di instupidimento cronico, oltre ovviamente ai problemi di suono e doppiaggio. Resta comunque un’esperienza single player di tutto rispetto che riesce a mantenere alti tutti gli standard a cui la serie ci ha abituato.

EHI JONH GIOCHIAMO A FARE LA GUERRA?

Veniamo ora a una parte molto importante dell’esperienza videoludica offerta da Halo 4: il multiplayer competitivo. In questo capitolo per la prima volta è stata data una spiegazione al fatto che gli spartan rossi e blu si combattano tra loro nelle sfide online usando un semplice espediente: le partite online non si trattano altro che di simulazioni di guerra (chiamate appunto Giochi di Guerra) attuate all’interno della nave USS Infnity. Siamo consapevoli che, anche se il tentativo è un po’ debole, 343i si sia davvero impegnata anche a dare una spiegazione a quanto succede nelle partite PvP.
Al nostro primo arrivo a bordo dell’Infinity una voce ci spiegherà chi siamo e cosa ci facciamo qui spiegandoci anche in modo breve in cosa consistono i Giochi di Guerra. Dopo di che ci verrà consegnato il nostro equipaggiamento base da spartan: una armatura da recluta, un fucile d’assalto, granate a frammentazione e una magnum, salendo di grado (fino a un massimo di cinquanta senza nessuna specializzazione e centotrenta contando anche le specializzazioni) ci verranno assegnati degli SP (ovvero Spartan Point) con cu potremo potremo sbloccare nuove armi, perk (divisi in due categorie: pacchetti tattici e pacchetti di supporto), granate e abilità armatura per creare il nostro equipaggiamento personale. Quest’ultime hanno fatto il loro grande ritorno anche dopo non essere state molto accettate in Halo: Reach però, ora, il loro ruolo non è più così centrale e sono ridotte a una risorsa opzionale da usare solo in determinate situazioni.
Completando le varie sfide, gli encomi e salendo di grado potremo anche sbloccare molteplici armature, emblemi e posizioni per il nostro spartan per personalizzare il nostro spartan ID. In particolare l’armeria ha avuto un’ulteriore evoluzione da Halo: Reach e ora conta una quantità di combinazioni che si avvicina al numero infinito (sarà infatti possibile personalizzare l’elmetto, il torso, spalla sinistra e destra, avambracci, gambe e visore) con cui rendere il
nostro alter ego unico e riconoscibile a chiunque.
La grafica e il frame-rate rimangono stabili anche durante le partite online ma su questo punto bisogna fare una piccola parentesi: il gioco è sviluppato in modo approsimativo in modalità split-screen, infatti mi è capitato molte volte che giocando dagli amici online su schermo condiviso più grande era la mappa più il frame-rate diminuiva (questo non accade comunque durante una sessione della campagna) cosa che mi ha fatto storcere il naso non poco.
Passando ora al multiplayer vero e proprio dobbiamo partire da una premessa: il multiplayer di Halo con le sue particolari meccaniche e una curva di apprendimento ben sopra della media del genere, come i fan ben sapranno, o si ama o si odia ed è difficile individuare una via di mezzo. Bisogna anche tranquillizzare i fan dicendo che, anche dopo le numerose modifiche apportate in alcuni ambiti, il multiplayer rimane sempre quello classico di Halo senza discostarsi troppo dalla tradizione. In particolare le aggiunte più famose sono state: le classi personalizzabili, le “serie di uccisioni” e la rinascita istantanea, queste nuove caratteristiche avevano fatto molto discutere la comunity che temeva un calo di qualità del titolo o dal troppo discostamento che stava prendendo dall’amata prima trilogia, bene posso tranquillamente confermare che tutte queste preoccupazioni erano infondate, in quanto le suddette caratteristiche sono presenti solo nelle playlist “Infinity” e disattivate o disattivabili in tutte le altre modalità. Unico punto dolente sono alcune mappe poco ispirate e il fatto che si giochi sempre le solite 2 o 3 mappe per modalità (mi è capitato anche di giocare quattro volte di fila la stessa mappa).
Ora concentriamoci su un’altra feature molto importante del gioco: la fucina. In questo capitolo è stata ulteriormente ampliata aggiungendo nuove funzioni al suo interno: il magnetismo che permette di attaccare perfettamente i pezzi tra di loro, il lock degli oggetti che in questo modo non potranno essere accidentalmente eliminati o spostati e le zone elemento che ci daranno la possibilità di cambiare la gravità, la velocità, la ricarica delle armi ecc. (tutte cose che prima erano solo modificabili nella selezione delle modalità di gioco).
Anche la modalità cinema è stata re-introdotta in questo titolo ed è sostanzialmente invariata, l’unica modifica risiede nel fatto che è possibile solo visionare le partite multiplayer e non le partite in campagna e Spartan Ops.

SQUADRA MAJESTIC ALL’ATTACCO!

Le Spartan Ops sono un’altra novità introdotta da questo capitolo, si tratta infatti di una sorta di una seconda campagna, giocabile interamente in cooperativa a quattro giocatori, che ripercorre le avventure della squadra Majestic e Crimsom sei mesi dopo gli avvenimenti della campagna single player. Questa nuova modalità andrà a sostituire la ormai famosa modalità Spratoria introdotta in ODST e migliorata in Reach.
La prima stagione delle Spartan Ops è divisa in dieci episodi (cinque già presenti sul disco e altri cinque scaricabili gratuitamente dal marketplace di Xbox Live) ogni uno avente cinque missioni. La durata di un intero episodio si appresta dai quaranta minuti fino all’ora intera a seconda della difficoltà scelta, dal numero di giocatori e dalla bravura degli stessi. Gli episodi saranno rilasciati periodicamente ogni settimana insieme all’aggiornamento delle playlist nei giochi di guerra.
In queste Spartan Ops la componente più importante è sicuramente quella narrativa: all’avvio di ogni episodio avremo infatti un filmato in computer grafica della durata di cinque minuti circa dove vedremo mettere letteralmente le basi per quello che sarà Halo 5 (non vi starò a dire cosa succede in questi filmati per non incappare in inutili e fastidiosi spoiler, vi dico solo che vi riserveranno grandi sorprese).
Un problema rilevante però la grande quantità di lag presente nelle partite online (quelle iniziate in matchmaking e non nelle private o giocate da soli) a causa del netcode non perfetto e dalla grande quantità di nemici in movimento su schermo (soprattutto in quattro giocatori), questo problema mi ha più di una volta costretto ad abbandonare la partita online e iniziare una partita in solitaria per riuscire a godermi la missione senza imprecare per il fatto che le decine di nemici non morivano sotto i miei colpi. Ultimo problema (che sembra sparito con gli espisodi 6-10) è la costante riproposizione delle stesse mappe di gioco nei primi cinque episodi della stagione.

CONCLUSIONI FINALI

Halo 4 si rileva quindi essere un titolo degno successore della prima trilogia e possiamo tranquillamente dire che Bungie ha trovato una degna sostituta per portare avanti la serie che è il suo fiore all’occhiello. Certo questo Halo non è esente da difetti e di certo si può migliorare ma si tratta di un signor gioco e non possiamo far altro che aspettare i prossimi capitoli della trilogia dell’Attivatore.

PRO:
– Campagna epica e memorabile
– Multiplayer esaltante
– Spartan Ops degne di nota

CONTRO:
– Doppiaggio fuori sincronia
– Lag costante durante le partite Spartan OPs online
– Suoni che coprono le voci durante le campagna

VOTO: 9,3

DLC:

Per Halo 4 sono previsti tre DLC contenenti tre mappe ciascuno:
DLC Crimsom: Introduce le mappe Harvest, Wreckage e Shatter
DLC Majestic: Introduce le mappe Landfall, Monolith e Skyline
DLC Catle: Introduce le mappe Daybreak, Outcast e Perdition

TITOLI SIMILI:

Halo 3
Halo 3: ODST
Halo: Reach

EDIZIONI ALTERNATIVE:

Limited Edition: la limited edition del gioco include:
– Halo 4: Forward Unto Dawn Special Edition, una versione estesa da novanta minuti della serie live action ambientata nell’universo di Halo
– Contenuti bonus per approfondire personaggi e storie di Halo 4: Forward Unto Dawn
– La feature “Bringing Gaming into Reality”
– Il “making of” di Halo 4: Forward Unto Dawn
– Accesso gratuito al War Games Map Pass, ovvero la possibilità di scaricare tre map pack multiplayer futuri che includono tre mappe ognuno
– Accesso anticipato a sei Specializzazioni per ottenere subito migliori risultati.
– L’UNSC Infinity Briefing Packet, con lo schema dell’armatura e della nave, nonché alcuni dettagli su cosa significhi essere uno Spartan-IV
– Armatura Spartan-IV Recruit
– Skin Prime per l’armatura Spartan-IV
– Skin Prime per il fucile d’assalto
– Emblema Prime
– Avatar per Xbox LIVE con l’armatura Recruit
– Avatar Cryo-Tube Xbox LIVE

 

Recensione a cura di Darkmat17