Gears Of War Ultimate Edition: Squadra che vince non si cambia, ma si migliora!

Il primo Gears of War rimane uno di quei giochi che affascina sempre. Sono passati ormai 9 anni dal suo rilascio; questa Ultimate Edition non si può definire la classica “Anniversary” visto che non sono passati 10 anni o più, ma rimane il gioco che abbiamo provato, finito, amato anni fa. Scopriamo insieme cosa ci offre questa Remastered.

Squadra che vince, non si cambia…ma si migliora!

Innanzitutto partiamo da un fatto che può sembrare stupido, ma non lo è: la campagna è identica all’originale, nessun cambiamento di personaggi, nemici, vicende, se non il famoso capitolo col Brumak incluso nella versione (deludente, ndr) per PC del gioco originale. Per il resto, ritroverete lo stesso identico gioco e con la squadra Delta di sempre.
Tutto inizia come in origine: Marcus Fenix chiuso in prigione per il disertamento nell’Emergency Day (nel quale le Locuste vengono allo scoperto iniziando lo sterminio del genere umano) per poter salvare, invano, suo padre, e Dominic Santiago, “Dom”, venuto a liberarlo dall’imminente massacro delle Locuste, oltre al portarlo di nuovo in servizio per grazie del colonnello Hoffman. Il giocatore non troverà alcuna modifica ai tragitti da percorrere: se possiede una buona memoria, potrebbe rigiocarselo ad occhi chiusi. Ma, ovviamente, non può perdersi tutto il lavoro di restauro e miglioramento grafico giocandoselo come una run qualsiasi.
I dialoghi sono gli stessi di sempre, solo con qualche cambiamento per timing nelle cut-scene rifatte, ma per poter essere ascoltate meglio e avere un discorso più fluido. E non manca il solito humor nero, forse l’aspetto migliore di tutta la Saga che lo diversifica da altri sparatutto, non per forza in terza persona.
A livello di gameplay, invece, troviamo alcune aggiunte derivanti dai successivi Gears of War, che però non sostituiscono le meccaniche del titolo originale del 2006: possibilità di rianimare i compagni mentre si è al riparo, cambiare arma durante la corsa, difficoltà individuali, l’individuazione dei nemici per i compagni di squadra e così via. Ma il gameplay rimane invariato per quanto riguarda l’interazione e le battaglie: basta premere una volta sola il tasto d’interazione e non più tenerlo premuto, guerra di moto seghe inesistente (introdotta solo nel secondo capitolo), granate che si possono attaccare ai soli nemici e non ai muri per gli agguati e armi tarate come l’originale, senza alcun aumento o diminuzione di danno (occhio quindi alle Boltok!).

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Marcus, hai sentito? Cos’era?!” “Sssh. Silenzio!”
Colgo questa citazione (presa nel livello della serra, Atto 4 capitolo 2, ndr) per parlare del comparto audio che, a mio dire, è quello che più mi ha sorpreso. Oltre a quanto detto prima sui dialoghi, ora è possibile sentire qualsiasi suono, rumore o voce nemica con una fedeltà e realismo pazzeschi, a seconda della distanza (niente più abietti che da un chilometro si fanno sentire come se li aveste a pochi centimetri dal timpano) o, addirittura, del materiale/terreno su cui si sta camminando o andando contro. L’Unreal Engine e il suo scripting mostrano davvero i muscoli, ma i complimenti vanno anche ai ragazzi di The Coalition per aver fatto un lavoro davvero eccellente, come quello nel modernizzare i suoni delle armi: a parte qualche rara eccezione, sono stato aggiornato il “catalogo” sonoro dell’arsenale di gioco, dal Lancer al Gnasher, dalla Snub alla Boltok, così come le torrette.
Inoltre, le colonne sonore sono ora più pulite per qualità audio, grazie anche alla potenza o comunque migliore gestione implementabile su One, che sicuramente su un buon impianto surround vi farà immergere nell’azione. E nel gore del gioco grazie alla baionetta del Lancer.
Non vi resterà altro da fare, perciò, che stare in silenzio e lasciar fare tutto alla magia del comparto audio di questa Ultimate Edition…e alle battute di Cole.

Adoro le cose luccicanti
Passiamo ora al comparto grafico. Inutile dire che il lavoro fatto alla Remastered è davvero immane per rielaborazione texture e modelli. A qualcuno potrebbe storcere il naso che la palette dei colori utilizzati sia diversa dall’originale (ovvero presenza preponderante delle tonalità di grigio, rosso e qualche led blu), ma non è neanche eccessivamente esagerata come visto, invece, in Gears of War 3 con colori forse troppo sgargianti seppur per le ambientazioni più esotiche.
Come ogni restauro che si rispetti, non è stato cambiato quasi nulla per presenza di oggetti, armi e personaggi nei vari livelli, se non forse qualche rimozione o aggiunta a seconda delle aree rifatte, ma nulla di stravolgente (non troverete, ad esempio, un paio di granate in un punto, o qualche locusta in più in un altro).
La cosa che è più affascina, però, è la nuova gestione dell’illuminazione: finalmente niente più aree illuminate a caso, ma ogni entità è illuminata a seconda delle fonti luminose. C’è una lampadina, un falò vicino? Verrai illuminato a seconda della fonte luminosa e dalla sua intensità. Hai appena preso una cassa di munizioni nel buio totale? Occhio ai Kryll, perché la luce emessa dalla cassa svanirà.
Finalmente abbiamo una vera luce dinamica, che mette in risalto ancora una volta le possibilità della nuova console, oltre appunto ai nuovi modelli poligonali per le varie ambientazioni davvero incredibili (le miniere di emulsio lasciano a bocca aperta…così come il Corpser, le scaglie sulle sue zampe fanno davvero impressione, ma occhio a non fissarlo troppo!).
Inoltre, con la nuova grafica, i mirini delle armi sono stati cambiati con quelli più recenti apportati in Gears of War 3, sicuramenti più graditi e idonei alle armi a disposizione, a differenza delle originali che potevano storcere il naso a distanza di anni e di cambiamenti introdotti nei capitoli successivi, che ne hanno migliorato sensibilmente il feeling.

Si torna a s-gnasher-are!
La parte multiplayer resta anch’essa invariata, ma con un piccolo dettaglio: i 60 FPS. Solitamente non mi piace parlarne per non tirar fuori le solite discussioni ormai inutili, ma per me, almeno, giocare Gears of War ad una certa fluidità di movimenti per la prima volta è stato davvero incredibile. Non sembra nemmeno di aver sotto mano il classico Gears in cui corri e già ti sembra veloce, di più. Assaggerete le capriole, i movimenti, i cambi d’arma in una fluidità mai vista dalla Saga, senza però snaturare il classico multiplayer fracassone e immediato che abbiamo sempre giocato; forse proverete un senso di disagio quando tornerete a giocare alla campagna a 30 FPS, ma niente di preoccupante. Le modalità a disposizione sono tutte quelle offerte in ambito PvP tranne Orda, per ovvi motivi (introdotta anch’essa dal secondo capitolo della Saga), ma d’altro canto troviamo le modalità quali Annex, Re della Collina, Esecuzione, Deathmatch, Compagno e così via, a differenza dell’originale che si limitava a 2-3 modalità. Il tutto servito su ben 19 mappe totalmente rimasterizzate, davvero ben giocabili e per nulla tarate male, sia simmetriche che asimmetriche.

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Sblocca, sblocca, sblocca, SBLOCCA
Come ogni Remastered, gli obiettivi sono rimasti pressochè invariati, a parte alcuni nuovi obiettivi sul multiplayer o nella campagna. La cosa che però è stata introdotta, è la possibilità di sbloccare contenuti extra progredendo nel gioco e nella ricerca delle piastrine dei COG caduti in battaglia: finendo gli atti, si ha accesso ad alcuni interessanti artwork del progetto di restauro del gioco, mentre trovando ciascuna medaglia, si ha accesso ad una pagina dei fumetti (sì, fumetti!) inclusi nella sezione Extra del gioco. (Al momento che vi scrivo, ho sbloccato 3 fumetti, tutti riguardanti le famose guerre Pendulum pre-invasione Locuste. Non so dirvi se tutti sono riguardanti tale periodo della Saga, ndr).
Sicuramente questa è una delle più belle aggiunte al gioco, che ne aumenta il valore e la rigiocabilità, soprattutto per chi non è mai stato invogliato, nel titolo originale, a trovare le piastrine per dei semplici obiettivi per il Gamerscore.

Conclusione
Introduco la conclusione con una nota, che per i lettori può sembrare strano, ma per chi recensisce è qualcosa di davvero meritevole e da lodare ai giorni d’oggi: solitamente le copie inviatoci per la review mostrano problemi o errori solitamente corretti con la consueta patch del Day One.

The Coalition non si sente mainstream e ha servito un gioco che troviamo davvero impeccabile, senza alcun problema e giocabile quindi fin da subito.
Un lavoro davvero eccezionale, così come quello prima descritto o, direi, raccontato, che merita di essere lodato e pone molte speranze sulla qualità del prossimo, inedito capitolo di Gears of War (4?) che, grazie alla Ultimate Edition, sarà giocabile in versione Beta Multiplayer nel 2016.

Per noi il gioco ha già raggiunto un voto altissimo, ma se aggiungiamo il fatto che tutti coloro che acquisteranno e giocheranno la Ultimate Edition, entro il 31 Dicembre 2015 (quindi fine anno) riceveranno una copia gratuita di tutti i Gears of War usciti su Xbox 360 e giocabili grazie alla retrocompatibilità (in Preview, mentre scriviamo, ndr) su Xbox One, allora la situazione migliora ancor di più.

Voto: 9.5
Gears of War Ultimate Edition sarà disponibile per Xbox One dal 28 Agosto ad un prezzo indicativo di partenza di 39,99€.