Rise Of The Tomb Raider: Lara cresce e con lei la saga

Sono passati due anni dall’uscita di Tomb Raider, il reboot della saga, che tanto ha fatto discutere di se per una Lara così inesperta (e lamentosa), e tanto è stato lodato dalla critica e dall’utenza per un prodotto di qualità portato al pubblico.

Oggi ci ritroviamo a parlare del suo seguito, di Rise Of The Tomb Raider, esclusiva temporale di Xbox One che va a rafforzare la lineup migliore di sempre delle console di casa Microsoft per questo secondo semestre 2015.

E’ passato un anno dagli eventi vissuti in Tomb Raider, Lara è cresciuta e cambiata profondamente diventando più forte e, conseguentemente, pronta per andare alla ricerca della realtà nascosta nei posti più disparati del mondo.

La trama di gioco è tutta da scoprire, è ricca di colpi di scena e di una serie di risvolti improvvisi che faranno invidia anche ad uno dei migliori film di Hollywood, infatti arrivati ad un certo punto del gioco, abbandonerete qualsiasi tipo di ricerca di tombe, reperti, testi o materiali per proseguire solo nelle missioni principali al fine di scoprire cosa accadrà a Lara.
Il pregio della storia di Rise Of The Tomb Raider è che la trama è ben raccontata, i personaggi sono presentati ottimamente e ogni accadimento non è forzato, ma altamente credibile, e va ad inserirsi tra quei tasselli che renderanno le cose sempre più chiare.
La punta di diamante di questo gioco è la storia narrata, che risulta essere ancora più appassionante della precedente, non vi stancherete mai e anche arrivati al termine ne vorrete ancora di più.

Ma Tomb Raider è un titolo che si basa principalmente sull’esplorazione e vi garantisco che ci sarà davvero tanto da scoprire in questo gioco, complici gli scenari più grandi ed una maggiore varietà di reperti da ritrovare, impiegherete ore ed ore per scovare ogni singolo elemento disperso nella mappa.
Mi è piaciuta tantissimo la storia raccontata dalle pergamene e nei vari manoscritti dispersi, questi ci aiuteranno a raccogliere dettagli sulla storia principale ed ad accrescere la conoscenza delle lingue di Lara. Infatti in questo capitolo gli sviluppatori hanno introdotto la conoscenza delle lingue, Lara leggendo manufatti, pergamene e scritti vari potrà accrescere la propria conoscenza del Mongolo, Greco e del Russo, maggiore sarà la conoscenza di Lara in queste lingue e più alta sarà la possibilità di tradurre tutti i manufatti trovati o scoprire più facilmente gli ingressi alle varie tombe disseminate nel gioco.
A proposito di tombe, queste aumentano di numero e rimangono sempre ben nascoste agli occhi poco attenti, anche in questo capitolo dovremo sempre ragionare per svariati minuti prima di liberare, o trovare, la strada giusta per arrivare al sarcofago nella stessa.

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A livello di gameplay Rise Of The Tomb Raider rimane molto simile al suo predecessore, ma questo non risulta essere un difetto del titolo, anzi! Se il reboot della serie presentava, a mio avviso, un ottimo gameplay era inutile provare a stravolgerlo nel suo successore.
Mi è piaciuta molto la possibilità di poter affrontare il gioco, con tanta pazienza, in modo stealth, infatti se saremo abbastanza abili potremo eliminare quasi tutti i nemici sul nostro cammino attraverso l’utilizzo di arco e frecce oppure portandoci alle loro spalle e soffocandoli.
Ma, se non decidessimo di affrontare il gioco in incognito, potremo utilizzare un piccolo arsenale che permetterà a Lara di eliminare un’intera guarnigione di soldati nemici; infatti come in Tomb Raider potremo utilizzare fucili a pompa, fucili d’assalto, mitra, pistole e revolver, alcune di queste armi verranno sbloccate proseguendo nella storia principale, altre invece potranno essere sbloccate trovando le varie componenti disseminate per la mappa di gioco, oppure svolgendo una serie di missioni secondarie. Una nuova chicca sarà la possibilità di cambiare d’abito Lara, alcuni di essi ci permetteranno di avere un look diverso per la nostra esploratrice, altri invece ci permetteranno di ottenere dei bonus come ad esempio la possibilità di recuperare salute nel minore tempo possibile.
Gli abiti, così come alcune abilità, non potranno essere sbloccati se non svolgendo determinate missioni secondarie opzionali, novità di questo capitolo, che se svolte prima del termine del gioco ci permetteranno di ottenere utili perk, armi o abiti che ci torneranno utili negli scontri più impegnativi.

Come nel reboot anche in questo Tomb Raider sarà importantissimo andare a caccia. La povera Lara sarà costretta ad affrontare lupi delle nevi, orsi e tigri siberiane, e disseminati per gli scenari di gioco ci saranno anche cervi e uccelli che, a differenza di quelli precedentemente citati, non ci attaccheranno e saranno facile preda dei nostri tiri con l’arco. Dovremo riporre la massima attenzione agli attacchi di orsi, lupi e tigri, i primi attaccheranno da soli, sono lenti nei loro attacchi ma devastanti, i lupi attaccano in gruppo e, nel caso in cui ci faremo cogliere impreparati, potrebbero eliminarci nel giro di pochi morsi, infine le tigri saranno i nemici più temibili che potremo affrontare nel gioco, attaccheranno in maniera devastante e veloce e non sarà molto semplice metterle a tappeto.
Ogni animale eliminato ci permetterà di ottenere le pelli fondamentali per potenziare armi o sacche per portare in giro più munizioni e frecce.

A proposito di crafting, è presente e massiccio, Lara potrà creare, con i giusti elementi, frecce di ogni tipo, munizioni incendiarie, bombe fumogene, moltov e altri tipi di armi lanciabili che ci permetteranno di fare piazza pulita di ogni nemico. Senza creare nessuna delle componenti precedentemente citate gli scontri saranno più impegnativi, per questo motivo il giocatore, specialmente nelle fasi finali di gioco, sarà obbligato a farne un massiccio uso.

Sotto il profilo tecnico Rise Of The Tomb Raider risulta essere un titolo qualitativamente valido, con una grafica in game di buon livello e delle cut scene spettacolari che sapranno deliziare ogni giocatore che si cimenterà nel videogioco. Molto buono il lavoro di ottimizzazione svolto da Cystal Dynamics, infatti sia nella neve, con tormente in atto, che nelle scene con numerosi nemici non vi saranno cali di frame che andranno ad infastidire il videogiocatore, il tutto gira in maniera perfetta.

Rise Of The Tomb Raider è un titolo validissimo, con una storia davvero ben costruita che delizierà ogni tipo di videogiocatore. Chi ha giocato, e apprezzato, il reboot di Tomb Raider dovrà necessariamente acquistarlo perché, come me, lo amerà alla follia. Chi non ha mai giocato a Tomb Raider e non lo ha nemmeno riscattato con il programma “Games With Gold” di 360 o One potrà comunque approcciarsi al titolo, complice il fatto che, nonostante sia un sequel, non vi è il bisogno di conoscere quanto accaduto dato che Rise Of The Tomb Raider tratta una storia totalmente differente.
Consiglio a qualsiasi videogiocatore, sia che abbia già giocato a Tomb Raider o che questo sia il suo primo titolo del franchise dopo il reboot, di gustarselo prima a normale per apprezzare al meglio la storia e trovare tutti i collezionabili per poi affrontarlo alla massima difficoltà.

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Il peccato, per un titolo del genere, è che esce in un periodo in cui vi sono release altrettanto importanti che potrebbero infastidire il gioco nelle vendite rendendogli difficile il lancio. Con titoli già usciti come Halo 5: Guardians, Assassin’s Creed Syndicate e Call Of Duty Black Ops e con altri già in uscita come Fallout 4, Rise Of The Tomb Raider potrebbe non avere l’attenzione che si merita da parte della critica e, specialmente, da parte del pubblico che potrebbe lasciarlo sullo scaffale in attesa di acquistarlo durante o dopo le feste natalizie, complici le troppe uscite del periodo.
Ma dopo averlo giocato a fondo mi sarei pentito se avessi ignorato quest’uscita, Rise Of The Tomb Raider ha saputo emozionarmi quanto Halo 5: Guardians e tante altre major release che ho giocato in questi anni. Dobbiamo solo essere contenti che Microsoft l’abbia portato in esclusiva, seppur temporale, a noi che abbiamo scelto Xbox One permettendoci di giocare in anticipo ad un titolo maestoso sotto molti punti di vista.
Consiglio ad ogni videogiocatore di fare un piccolo sforzo per acquistarlo al day one, a difficoltà normale saprà regalarvi 12 ore di gioco ignorando gran parte del collezionabili, delle tombe e delle cripte, che, per essere trovati ed esplorati tutti vi porteranno via altre 10 ore di gioco. Oltre a questo Rise Of The Tomb Raider saprà regalarvi una bellissima storia, un gran carico di emozioni e una serie di paesaggi mozzafiato.

“La miglior lineup nella storia di Xbox” non era solo una frase fatta per mettere hype e spingere le vendite della console. Rise of the Tomb Raider ha tutti gli elementi per entrare, in modo dirompente, nel cuore di ogni videogiocatore ed essere ricordato negli anni a venire.

VOTO: 9